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Mettete un tatuatore nel bookshop del MAXXI! Perché quando i visitatori escono dal museo delle arti del XXI secolo vogliono ricordarsene per sempre.

11 gen

Introduzione. Il MAXXI è il Museo nazionale per le arti del XXI secolo inaugurato qualche mese fa a Roma. Lo abbiamo visitato il primo gennaio e vogliamo ricordarcene per sempre perché è fighissimo. E lo è per almeno quattro motivi.

Motivo primo: l’edificio. Progettato dall’archistar irachena Zaha Hadid (che ne è così fiera da dedicargli la home del proprio sito), il MAXXI è uno spazio che si potrebbe definire fluido. Ma visto che sul concetto di fluidità pare avere l’esclusiva Zygmunt Bauman, potremmo dare un’idea dello spazio scegliendo un’espressione prodotta della stessa Hadid: “derive direzionali”. Significa che il MAXXI è composto di snodi, che ogni snodo conduce ad almeno un bivio, che la fine di ogni spazio apre a più possibili percorsi. Visitare il MAXXI è come galleggiare tra l’arte e l’architettura in balia di pareti sinuose, corridoi curvi, lievi salite e discese, scale, ascensori e ponti sospesi. Alla deriva, senza direzione.

MAXXI, atrio

Motivo secondo: l’arte. Il MAXXI è figo perché ha acquisito una fantastica collezione d’arte  che va dagli anni Cinquanta a oggi e che viene periodicamente riallestita. La prima lettura della raccolta, visibile fino al 23 gennaio, si intitola Spazio ed è organizzata in quattro aree tematiche. La scena e l’Immaginario è la nostra area preferita: comprende installazioni come Tre per Tre (Ognuno è l’altro e nessuno) di Giulio Paolini, e Where is our place?, di Ilya ed Emilia Kebakov. La prima è composta da tre statue di gesso in abiti settecenteschi che mettono in scena il rapporto tra l’artista, il suo modello e il fruitore dell’opera che sarà generata. La seconda è una composizione su tre livelli spazio-temporali in cui viene ricreato uno scorcio museale tra passato, presente e futuro. Entrambe le opere sono una brillante riflessione sulla relatività dell’opera d’arte e del suo valore rispetto ai tempi della creazione e del  godimento.

Ilya e Emilia Kabakov, “Where is our place?”

Motivo terzo: l’architettura. Il MAXXI è figo perché ha acquisito anche alcune collezioni di architettura che formano un grande patrimonio cui attingere per organizzare documentarie e retrospettive. Fino al 20 marzo potete visitare una mostra dedicata a  Pier Luigi Nervi: Architettura come sfida – Roma. Ingegno e costruzione presta particolare attenzione a quanto Nervi ha fatto per la capitale. Ingegnere e architetto, costruttore e docente, Pier Luigi Nervi ha firmato lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport per le Olimpiadi di Roma del 1960: un delizioso modellino mostra il processo di costruzione e integrazione dei grandi tasselli romboidali che caratterizzano il tetto del Palazzetto. Tutto attorno, decine di fotografie, progetti, schizzi e installazioni che ripercorrono la carriera di Nervi nel mondo.

Pier Luigi Nervi, Cattedrale di Saint Mary – San Francisco

Motivo quarto: la fotografia. Il MAXXI è figo perché, oltre a onorare l’arte e l’architettura, ama la fotografia. Mentre veniva costruito, il museo si è lasciato immortalare da venti fotografi il cui lavoro confluisce adesso nella collettiva Cantiere d’autore, aperta fino al 6 marzo. Ogni fotografo ha scelto un momento, un punto di vista, uno stile e una tecnica per raccontare la gestazione del MAXXI: il risultato è da applauso. (Qui una piccola galleria fotografica che non rende giustizia alla mostra).

Luca Campignotto per Cantiere d’autore

Conclusioni. Se non lo aveste inteso, il MAXXI è fighissimo. E se quanto appena elencato non bastasse, sappiate che le sale ospitano anche una costellazione di piccole mostre e premi e che il museo dispone di un archivio, di una biblioteca, di spazi per incontri e lezioni sull’arte contemporanea e di una caffetteria il cui personale è iperattivo e sorridente.  Un difetto però lo ha: il bookshop. È sguarnito, poco caratterizzato, identico a mille altri.  Appena usciti avremmo voluto portare casa un ricordo della visita a un museo tanto coinvolgente e promettente: abbiamo trovato quasi solo il catalogo e un libricino-promemoria. Peccato, perché sull’onda dell’entusiasmo ci saremmo fatti tatuare MAXXI sul collo o ci saremmo regalati qualcosa di grazioso: magari una Moleskine come quelle della National Gallery e di Palazzo Grassi. Forse non sarebbe durata per sempre, ma meglio di niente.

Amiamo Milano. Siamo consapevoli del lungo inverno che ci attende ma il pensiero che in città ci sia sempre qualcosa da fare ci rassicura. The Week / dall’8 al 14 novembre

8 nov

Lunedì 8 novembre

Aperitologo
Dalle 19.00 alle 23.00, all’Areapergolesi c’è l’aperitivo con lo psicologo dentro. Viola Scintilla si è prenotata per una seduta di psicoacustica, sia mai che possa essere l’inizio di un glorioso percorso durante in quale sviscerare le recondite ragioni che governano taluni suoi comportamenti irragionevoli  come prediligere gli uomini con la testa grande e odiarvi tutti, soprattutto il mercoledì. Oltre alla psicoacustica, sono previste confessioni laiche e trattamenti shiatsu cui è consigliato prenotarsi. Sappiate che: la prima consumazione è obbligatoria a 8,00 euro; tutte le altre costano 5,00 euro.

Martedì 9 novembre

Test di usabilità Moleskine
Ore 9.00. Viola Scintilla, le sue penne e le sue matite colorate si sono offerte come cavie: testereranno per voi l’usabilità Moleskine. Un compito faticosissimo che verrà svolto per mere ragioni filantropiche (e con l’obiettivo segreto di indurre l’azienda a produrre taccuini di un metro per due perché, ehm, Viola Scintilla ha una grafia un po’ grande).

Palazzo della Ragione
Ore 18.30. Inaugurazione di Caravaggio. Una mostra impossibile: 65 capolavori riprodotti ad altissima definizione. Come dice il sito, “un viaggio ‘impossibile’ tra dipinti disseminati nei musei, nelle chiese e nelle collezioni private di tutto il mondo, che diventa realtà nell’era della riproducibilità digitale dell’opera d’arte.” Se le celebrazioni caravaggesche non vi hanno ancora stufato e se anche voi siete ossessionati da ciò che la tecnologia può fare per l’arte, la mostra sarà aperta fino al 13 febbraio 2011.

Teatro alla Scala
Ore 20.00. Viola Scintilla va per la prima volta alla Scala e sta quindi coltivando un orticello di paranoie dedicate a questa imminente nuova esperienza: da ‘cosa mi metto’ all’opportunità di munirsi di un binocoletto, passando per il terrore di rimanere senza cena. In scena la Carmen, quella con la regia di Emma Dante. Spoiler: alla fine Carmen muore.

Venerdì 12 novembre

Tu chiamalo, se vuoi, sciopero dei musei
Si tratterebbe di una mobilitazione nazionale a difesa della cultura promossa da Federculture e ANCI con il sostegno del FAI. L’intento è sensibilizzare circa i tagli dell’ultima finanziaria, l’effetto immediato è che alcune sedi espositive e centri culturali potrebbero essere chiusi: controllate. Eventuali effetti a lungo termine non sono al momento prevedibili.

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