Viola Scintilla vi odia tutti: sempre, incondizionatamente. Ma ciò non le impedisce di avere inusitati slanci filantropici, di tanto in tanto. Eccola quindi prodigarsi per illustrarvi ciò che potrete fare in città in queste calde settimane estive (le *ultime* settimane estive: siatene consapevoli e apprezzatele come meritano).
Tanto per cominciare, tra la Rotonda della Besana e la Fabbrica del Vapore è allestita la grande mostra di Anish Kapoor, uno degli artisti contemporanei prediletti da Viola Scintilla (e Viola Scintilla ha sempre ragione). Nato in India e cresciuto in Gran Bretagna, Kapoor viene spesso indicato tra gli artisti che meglio esprimono ‘lo sguardo dell’altro’ e l’incontro tra le culture; ha spesso lavorato con pigmenti e materiali colorati e deperibili, con strutture specchianti che permettono alle opere di inglobare il loro spettatore, con enormi costruzioni in ferro capaci di stravolgere gli ambienti in cui si collocano e la percezione dello spazio di chi le guarda o interagisce con esse. Tra gli interventi più celebri di Kapoor, Marsyas, nella Turbine Hall della Tate Modern. La distanza tra le due sedi della mostra milanese non consente una comoda visita continuata e impedisce di completare la mostra nella stessa serata (da giovedì a domenica, apertura fino alle 22.30), ma anche l’idea della visita spezzata può essere presa in considerazione. Ad esempio, finora Viola Scintilla ha visto solo la grande installazione creata da Kapoor appositamente per la Fabbrica del Vapore, Dirty Corner, che rimarrà allestita fino all’8 gennaio 2012. Dirty Corner è un gigantesco tubo di ferro dentro al quale il visitatore è inviato a entrare e camminare, nel buio completo, tra l’eco delle voci e dei passi, mettendo alla prova le proprie percezioni sensoriali. Sopra il tubo, un rullo meccanico scarica una piramide di terra che raggiunge i quattro metri di altezza: circa due violescintilla, come ha notato qualcuno. Claustrofobia, oppressione, senso di smarrimento? All’ingresso vi verrà chiesto di compilare e firmare una sorta di autocertificazione del vostro stato di salute, ma non temete: per raccontare l’opera i recensori hanno piuttosto fatto ricorso a paragoni con gli organi riproduttivi femminili (l’interno del tubo) e maschili (l’esterno del tubo) con cui il pubblico sarebbe chiamato a confrontarsi. Il consiglio di Viola Scintilla, che come sapete è una fanciulla dal grande senso pratico, è il seguente: portate in Dirty Corner esseri umani cui vogliate tenere la manina – se si rifiutano e/o non approfittano del poco illuminato e insolito contesto, fate le vostre considerazioni. Violetta vi terrà aggiornati anche sull’eventuale utilità sulle vostre relazioni interpersonali che la parte della mostra allestita alla Rotonda della Besana possa avere. Intanto, per visitarla c’è tempo fino al 9 ottobre.
Se non foste pigri come Viola Scintilla (o se foste automuniti), fino al 15 settembre potreste farvi un giro all’Hangar Bicocca, dove il thailandese Surasi Kusolwong ha allestito Ping—Pong, Panda, Povera, Pop—Punk, Planet, Politics and P—Art: cinque tavoli da ping pong con tutto il necessario per giocare ma ricoperti di specchi, sculture di marmo, oggetti di uso quotidiano e persino una sorta di vulcano. Pare che il visitatore possa comunque tentare una partita. Viola Scintilla accetterebbe passaggi anche da sconosciuti palesemente malintenzionati, pur non doversi recare all’Hangar Bicocca in autobus.
Dopo quella angloindiana e quella thailandese, a Milano c’è anche l’arte russa. Al PAC fino all’11 settembre è allestita Materia Prima. Russkoe Bednoe – ‘Arte povera’ in Russia. Si tratta di una collettiva che raccoglie 23 artisti e 116 opere realizzate con le principali risorse naturali della Russia: legno, carbone, ferro e petrolio. Anche questa mostra, il giovedì sera è aperta fino alle 22.30: Viola Scintilla non vede l’ora di recarvisi. Con la comodissima metropolitana.
E mica si potrà passare tutta l’estate senza fare nemmeno un giretto in Triennale? Fino al 24 agosto, a ingresso libero, potrebbe essere divertente vedere L’anima di gomma – estetica e tecnica al passo con la moda, una mostra curata dalla Fondazione Pirelli che attraversa più di un secolo di storia dell’industria e del costume. Già che siete lì, ricordate che la quarta edizione del Triennale Design Museum, Le fabbriche dei sogni. Uomini, idee, imprese e paradossi delle fabbriche del design italiano, è tuttora aperta e continuerà ad esserlo fino alla fine di febbraio 2012. Per fare l’en plein, potreste anche sperimentare il Camp-Nic al bar-ristorante Camparitivo: vi saranno fornite coperte su cui sdraiarsi e cestini carichi di cibo da mangiare nel parco. Costoso? Noioso? Troppe zanzare? Andate, testate e scrivete un dettagliato resoconto a Violetta, ché lei ha la pigrizia.
Nell’ex deposito dei tram che ora è la Fondazione Forma, invece, fino al 18 settembre trovate Milano, un minuto prima. Nuove visioni di città, un progetto che coinvolge quattro curatori e dodici fotografi che hanno creato una sorta di osservatorio sulla città (il giovedì e il venerdì, la Fondazione è aperta fino alle 23.00). Da segnare sulle vostre agende: l’8 settembre, a Forma ci sarà la Portfolionight (sì, è la stessa sera della Vogue Fashion’s Night Out, ma in quest’ultimo evento Viola Scintilla non si è mai sollazzata). Accompagnati da musica jazz e da un aperitivo in terrazza, fotografi, curatori e photo editor saranno a disposizione per consigliare gli under-35 che vogliano sottoporre il proprio lavoro.
E poi, e poi: poi a Milano per tutta l’estate ci sono i concerti e gli spettacoli del Carroponte, i concerti del Magnolia e del Milano Jazzin’ Festival e tutti i film dell’AriAnteo. A proposito: Viola Scintilla potrebbe andarsene a vedere Malick, giovedì prossimo. E riprendere ad odiarvi tutti.





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