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Amiamo Milano. Festeggeremo i primi giorni di primavera a Roma ma il pensiero che al nostro ritorno in città ci sarà sempre qualcosa da fare ci rassicura. The week / dal 21 al 27 marzo

21 mar

Lunedì 21 marzo

Diamo il benvenuto alla nuova stagione! Via i piumini, via gli stivali, via le gonne di lana. Mettiamo le giacchine leggere, le scarpine col tacco, i vestitini svolazzanti. E magari anche una sciarpa, ché a far le fighe al primo sole ci prendiamo sempre qualche malanno.

Martedì 22 marzo

Viola Scintilla se ne va a Roma. Come dite? Sembra sia prevista pioggia? No, no, non è possibile.

Teatro Franco Parenti
Ore 20.30. Prima nazionale del nuovo spettacolo di Filippo Timi, Favola, in scena fino al 4 aprile. Biglietti a partire da 15 euro, repliche fino al 10 aprile.

Giovedì 24 marzo

Fondazione Forma
Ore 18.30. Inaugurazione della mostra In the shadow of things – Nell’ombra delle cose, dell’inglese Leonie Hampton. Dice il sito: “Leonie ha sempre lavorato sul concetto di famiglia, realizzando reportage e lavori fotografici all’interno dei più diversi nuclei famigliari: a Cuba, nelle banlieue parigine, a Londra, Roma… La mostra raccoglie scatti intimi realizzati all’interno di quattro mura. Questa volta però, il nucleo famigliare è quello della stessa autrice. La tradizione vuole che sia la figura materna a rappresentare il cuore attorno al quale i componenti di una famiglia ruotano; accade anche in questo caso, pure se in un modo diverso. Le cose, gli oggetti ammassati e quasi stratificati, sono la manifesta e ingombrante traccia della presenza della sindrome ossessivo-compulsiva della mamma che la spinge ad accumulare, riordinare e distruggere ciò che aveva appena sistemato. Un tacito accordo lega tutta la famiglia – Leonie, i suoi fratelli, il compagno e il marito della madre – nello sforzo sincero e amorevole di favorire la guarigione dalla malattia con la consapevolezza che il rapporto eccentrico che la mamma instaura con la famiglia, e poi con il resto del mondo, è pieno di aspetti strani se non patologici ma anche teneri, divertenti, a volte buffi”. La mostra sarà aperta fino all’1 maggio.

Venerdì 25 marzo

Viola Scintilla torna da Roma e se ne andrebbe volentierissimo all’apertura serale della Triennale, ché ci sono un sacco di mostre che strillano “Ultimi giorni!”.

Fiera di Milano
Da oggi al 27 marzo, torna Fa’ la cosa giusta, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Mettete un tatuatore nel bookshop del MAXXI! Perché quando i visitatori escono dal museo delle arti del XXI secolo vogliono ricordarsene per sempre.

11 gen

Introduzione. Il MAXXI è il Museo nazionale per le arti del XXI secolo inaugurato qualche mese fa a Roma. Lo abbiamo visitato il primo gennaio e vogliamo ricordarcene per sempre perché è fighissimo. E lo è per almeno quattro motivi.

Motivo primo: l’edificio. Progettato dall’archistar irachena Zaha Hadid (che ne è così fiera da dedicargli la home del proprio sito), il MAXXI è uno spazio che si potrebbe definire fluido. Ma visto che sul concetto di fluidità pare avere l’esclusiva Zygmunt Bauman, potremmo dare un’idea dello spazio scegliendo un’espressione prodotta della stessa Hadid: “derive direzionali”. Significa che il MAXXI è composto di snodi, che ogni snodo conduce ad almeno un bivio, che la fine di ogni spazio apre a più possibili percorsi. Visitare il MAXXI è come galleggiare tra l’arte e l’architettura in balia di pareti sinuose, corridoi curvi, lievi salite e discese, scale, ascensori e ponti sospesi. Alla deriva, senza direzione.

MAXXI, atrio

Motivo secondo: l’arte. Il MAXXI è figo perché ha acquisito una fantastica collezione d’arte  che va dagli anni Cinquanta a oggi e che viene periodicamente riallestita. La prima lettura della raccolta, visibile fino al 23 gennaio, si intitola Spazio ed è organizzata in quattro aree tematiche. La scena e l’Immaginario è la nostra area preferita: comprende installazioni come Tre per Tre (Ognuno è l’altro e nessuno) di Giulio Paolini, e Where is our place?, di Ilya ed Emilia Kebakov. La prima è composta da tre statue di gesso in abiti settecenteschi che mettono in scena il rapporto tra l’artista, il suo modello e il fruitore dell’opera che sarà generata. La seconda è una composizione su tre livelli spazio-temporali in cui viene ricreato uno scorcio museale tra passato, presente e futuro. Entrambe le opere sono una brillante riflessione sulla relatività dell’opera d’arte e del suo valore rispetto ai tempi della creazione e del  godimento.

Ilya e Emilia Kabakov, “Where is our place?”

Motivo terzo: l’architettura. Il MAXXI è figo perché ha acquisito anche alcune collezioni di architettura che formano un grande patrimonio cui attingere per organizzare documentarie e retrospettive. Fino al 20 marzo potete visitare una mostra dedicata a  Pier Luigi Nervi: Architettura come sfida – Roma. Ingegno e costruzione presta particolare attenzione a quanto Nervi ha fatto per la capitale. Ingegnere e architetto, costruttore e docente, Pier Luigi Nervi ha firmato lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport per le Olimpiadi di Roma del 1960: un delizioso modellino mostra il processo di costruzione e integrazione dei grandi tasselli romboidali che caratterizzano il tetto del Palazzetto. Tutto attorno, decine di fotografie, progetti, schizzi e installazioni che ripercorrono la carriera di Nervi nel mondo.

Pier Luigi Nervi, Cattedrale di Saint Mary – San Francisco

Motivo quarto: la fotografia. Il MAXXI è figo perché, oltre a onorare l’arte e l’architettura, ama la fotografia. Mentre veniva costruito, il museo si è lasciato immortalare da venti fotografi il cui lavoro confluisce adesso nella collettiva Cantiere d’autore, aperta fino al 6 marzo. Ogni fotografo ha scelto un momento, un punto di vista, uno stile e una tecnica per raccontare la gestazione del MAXXI: il risultato è da applauso. (Qui una piccola galleria fotografica che non rende giustizia alla mostra).

Luca Campignotto per Cantiere d’autore

Conclusioni. Se non lo aveste inteso, il MAXXI è fighissimo. E se quanto appena elencato non bastasse, sappiate che le sale ospitano anche una costellazione di piccole mostre e premi e che il museo dispone di un archivio, di una biblioteca, di spazi per incontri e lezioni sull’arte contemporanea e di una caffetteria il cui personale è iperattivo e sorridente.  Un difetto però lo ha: il bookshop. È sguarnito, poco caratterizzato, identico a mille altri.  Appena usciti avremmo voluto portare casa un ricordo della visita a un museo tanto coinvolgente e promettente: abbiamo trovato quasi solo il catalogo e un libricino-promemoria. Peccato, perché sull’onda dell’entusiasmo ci saremmo fatti tatuare MAXXI sul collo o ci saremmo regalati qualcosa di grazioso: magari una Moleskine come quelle della National Gallery e di Palazzo Grassi. Forse non sarebbe durata per sempre, ma meglio di niente.

Amiamo Milano. Ma anche Roma non è male. The Week / dal 27 dicembre al 2 gennaio

27 dic

Lunedì 27, martedì 28 e mercoledì 29 dicembre

Niente
Niente di speciale in città. Partendo dal falso presupposto che nessuno avrebbe potuto lavorare tra Natale e Capodanno, Milano si è ammosciata. Potrete trovare qualcosa a teatro, ad esempio all’Elfo Puccini o ai Filodrammatici, e qualche concerto alla Casa 139. Lì da qualche parte troverete  certamente Viola Scintilla, tutta intenta a fingere che taluni eventi culturali siano imperdibili al solo fine di giustificare a se stessa e al mondo che  questa settimana intende saltare la palestra.

Giovedì 30 e venerdì 31 dicembre, sabato 1 e domenica 2 gennaio

San Silvestro, Capodanno, 2011
Viola Scintilla va a Roma. I principali obiettivi della spedizione sono due: il MACRO e il MAXXI, i nuovi musei supercontemporanei da poco inaugurati nella Capitale (e le loro 24 mostre in corso). Una volta centrati questi due bersagli, Viola Scintilla potrà dilettarsi concentrandosi su obiettivi minori quali il Palazzo delle Esposizioni e le sue 3 mostre, le sobrie Scuderie del Quirinale e i loro pittori del Risorgimento, Galleria Borghese ove attualmente soggiorna Cranach il Vecchio, i festeggiamenti per la fine di questo disastroso 2010 e i rituali utili ad entrare con ogni buon auspicio nell’anno che sta per cominciare. In forma di protesta contro la decadenza qualitativa dei suoi marchi di intimo di riferimento, Viola Scintilla non indosserà mutande rosse.

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