Coinqui

 

ACCADDE UNA NOTTE

 

Ero ormai addormentata, quando lei entrò nella stanza. Baldanzosa, euforica, luminosamente sorridente, ricaricata dalla sua vacanzina, sul punto di iniziare a saltellare cantando a squarciagola “Funicolì funicolà”.

Uè uè, stavi dormendo? Uè uè, quanto mi sono divertita, uè uè, non volevo tornare ccchiù, uè uè! Troppobbbello! Chè, ti dispiace se accendo la televisione? – chiese.

– No, figurati… – risposi, sbavando sul cuscino. Ma pensai: – È notte, io stavo dormendo, tu sei esaltata, il tuo cellulare squilla in continuazione… Abbiamo veramente bisogno della televisione? Avrai il buon senso di andartela a vedere in cucina? La terrai a un volume mediamente basso? Certo che puoi accenderla, mica ti scanno, è illegale…

Così, l’orecchio incollato al cellulare, lei si buttò sul letto a fianco al mio e premette sul telecomando, ripetutamente e violentemente, il tastino del volume contrassegnato dal +.

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3 pensieri su “Coinqui

  1. avevo detto che ti linkavo ma non l’ho fatto….queste droghe degli anni 70 mi hanno rovinato i neuroni…adesso ti linko davvero…..oppure forse ti avevo linkato ma Splinder perde sempre il 60% delle cose che faccio…. mi rimarra’ il dubbio sempre

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