Shrek 2

“SHREK 2”

Il cinema era gremito di bambini, accompagnati dai rispettivi genitori; una bimba bionda stringeva tra le mani una confezione di pop corn ancora caldi mentre dalla sua testa si levavano verdi orecchie strambe tenute insieme da un cerchietto. Più o meno al centro della sala non si poteva non notare in un maglione bianco una figura adulta ed irrequieta; chi, incuriosito, si fosse concentrato su quel soggetto vi avrebbe riconosciuto una ragazza, più o meno ventiduenne: stava effettivamente saltellando sulla sua poltroncina, in infantile trepidazione per la visione del secondo episodio della sua nuova favola preferita.

“Shrek 2” è ancora meglio di “Shrek”, e non mi riferisco alla tecnica a cui non sono, a dire il vero, molto interessata; mi riferisco alla vivacissima abilità dei creatori di fondere al limite del delirio i più classici personaggi ed eventi fiabeschi e di riproporli negli schemi della contemporanea commedia americana (o talvolta della sitcom) impastandoli, tra l’altro, in un collage di citazioni cinematografiche.

Già davanti a “Shrek” mi ero convinta che fondamentali alla sua riuscita fossero stati i caratteri, così forti e caricaturali, e ben delineati dalla sceneggiatura: ancor più certa ne sono stata questa volta. Oltre ai già stupendi personaggi dell’orco, del ciuchino (il mio preferito!) e del biscotto allo zenzero, sullo schermo è arrivato anche il Gatto con gli Stivali, un felino spadaccino latino che entra in scena come Zorro (e a cui Banderas nella versione originale ha prestato la voce) ma si rivela eticamente tormentato e facile alle fusa. Antagonisti sono una arrivista e ricattatrice Fata Madrina che pare una conduttrice-imbonitrice-soubrette di talk show USA ed il figlio narciso ed ambiguo Azzurro, principe azzurro di professione (doppiato da Rupert Everett).

Sullo sfondo delle vicissitudini familiari e regali della famiglia della principessa Fiona, c’è il regno di Far Far Away, clone sbeffeggiatore di usi e costumi hollywoodiani; ritmo frenetico, meno melassa che nel primo episodio e un crescendo di follia che passa dalle scene culto di “Mission Impossible”, “King Kong”, “Flashdance” e molti altri per culminare con i festeggiamenti sulle note di “Living la vida loca” performed by il Gatto con gli Stivali.

Ho applaudito insieme agli altri bimbi sui titoli di coda, e ho applaudito saltellante anche dopo l’epilogo, in cui il ciuchino si è scoperto papà di una nidiata di cuccioli ‘meticci’ avuti dalla sua dragona innamorata.

 

 

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7 pensieri su “Shrek 2

  1. MAcchebbelloostoShrekkkk2!!!!!!
    E…ma perchè non ci dici anche i rilevantissimi motivi per cui ti piace tanto Ciuchino?? daiiiiiiiiiiiiiii.
    Kiss. BigPuppet

  2. corre voce che pper la visione del film ti sia stata fornita la confezione piccola di pop-corn, perchè non ce ne erano di + grandi. Ma per avere la confezione gigante bastava recarsi al bar fuori dalla sala. Ma sei andata al cinema con un/a tizio/a di Conegliano?ciaoooooo

  3. buona serasignorina ho letto la  tua critica concordo su tutta la linea, anche la storia del popcorn gigante? posso dire chi è quel tizio di coniglione? saluti dalla famiglia calabrese

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