Di femmine instabili, lavoro e teatro

Di femmine instabili, lavoro e teatro.

# La coinquilina Debborah è tornata dalla mamma, abbisognava di uno stabile centro emotivo dove rincasare la sera: il fidanzato l’ha lasciata dicendosi depresso (No, non sei tu il problema, sono io…). La mia amichetta Fiona, invece, sta simulando depressione con l’obiettivo finale di scaricare il fidanzato dicendo No, non sei tu il problema, sono io…

 

# Sfidando il gelo e le precipitazioni atmosferiche, oggi mi sono spinta fino a un job meeting, una di quelle inutili occasioni in cui le aziende pagano uno stand, regalano gadget e brochure ai neolaureati, agguantano centinaia di C.V. e ringraziano dicendo che comunque, al momento, non stanno cercando nessuno. Attendo chiarimenti dai genii delle Human Resources: le aziende che partecipano a ‘ste minchiate ne ricavano un guadagno in termini di immagine? O devono soltanto giustificare a se stesse il fatto di aver assunto una schiera di talent manager e head hunter a cui devono pur dare qualche incarico?

# Un mesetto fa scrissi un post sullo spettacolo noir “qui CITTà DI m.”. Ieri sera ho visto “Natura morta in un fosso”, un altro giallo teatrale, un altro spettacolo di Serena Sinigaglia, un altro testo italiano (di Fausto Paravidino), un altro one-man-show in cui, questa volta, è il premio Ubu Fausto Russi Alesi a interpretare tutti i personaggi. La mia preferenza tra i due va a “qui CITTà DI m.”, ma devo ancora chiarire in base a quali e quanti elementi.

# Le prossime aspiranti coinquiline che nominano la mamma più di tre volte nei cinque minuti in cui visionano la casa devono essere scartate. # No, non sei tu il problema, sono io… è il più grande successo di tutti i tempi. # Mai più recarsi a un job meeting. # Ogni volta che capisco chi è il colpevole a metà di un noir godo come un riccio.

 

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10 pensieri su “Di femmine instabili, lavoro e teatro

  1. commento solo il primo #… ma è ancora così difficile dire “non abbiamo più niente da dirci ?” solo perchè non si vuole ferire ? ma se lo stai mollando ! è come dire “scusa se ti pugnalo, ma prima ho disinfettato la lama”.. fai bene a scartare chi nomina troppo la “mamma” … sono “instabili”

  2. Quante volte mi sono giocato la scusa del No, non sei tu il problema, sono io…!

    Mi ha risolto un sacco di situazione dove era meglio che confessare la verità….

    E comunque ai Job Meeting si deve andare per l’unico scopo di arraffare i gadget che prenderanno polvere. Per il resto, sono inutili.

  3. Una variante è “No, ti giuro che non c’è nessun altro, sono io che ho bisogno di tempo per me stessa…”.
    Psycho, i gadget dei job meeting sono spesso orribili! Mi hanno appioppato due portachiavi bancari che non userei neanche per sigillare la monnezza…

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