Di saldi, maniaci e pittura contemporanea

Di saldi, maniaci e pittura contemporanea.

Alla fine, il gelato salato non l’assaggiato. Ho mancato il mio unico obiettivo per l’anno nuovo.

In compenso, mi sono dedicata ai saldi. Anche se è passata una settimana dal loro inzio ufficiale, qui nella città della moda le donne ancora lottano e sbraitano per accapparrarsi qualche straccio, ravanando tra le cataste di merce con la foga di sciacalli tra macerie fumanti.*

Ma la vera lotta per la sopravvivenza, nelle vie del centro, è quella che si consuma tra i commessi: costretti a turni massacranti, tormentati da clienti con pretese impossibili e orchestrati da entità invisibili che assegnano loro mansioni schiavizzanti. Nel mio peregrinare, ho assistito a numerose crisi tra commessi giunti all’apice dello stress: in uno, due femmine post-punk dibattevano sulle proprie responsabilità nel sistemare i disastri lasciati dalla furia selvaggia delle clienti, e sulla frequenza dei licenziamenti da parte di H&M (se non capivate perché gli svedesi mettessero annunci di lavoro anche nei camerini, ora lo sapete). In un altro, due floor manager di Zara dalle sembianze assai gaie si addossavano responsabilità circa la gestione dei propri staff interni, gridando striduli mentre le clienti vi si avvolgevano attorno, come serpi, per brancare le maglie esposte tra i contendenti.

Sempre da Zara, un tizio mi ha pedinata per un po’, poi si è offerto di regalarmi tutte le cose che avevo arraffato e mi accingevo a provare. Ho abbozzato qualche sorrisetto e sono sgusciata via: avrebbe anche potuto comprare il mio ammmore, se fossimo stati da Armani.**

Ho anche visto la mostra di David Lynch in Triennale: si intitola The Air is on Fire, comprende una selezione di corti e cartoni animati del regista e, soprattutto, una serie di dipinti folgoranti. Amo quei quadri, e ritengo Lynch un genio della pittura contemporanea. Uscita dalla mostra mi sono precipitata alla ricerca dei dvd di Twin Peaks (perché nessuno fino a quel momento mi aveva detto che il serial era opera di Lynch? E perché quando fu trasmesso in tv i miei genitori non mi consentirono di guardarlo?). C’era solo una costosissima edizione for collectors, ahimé, e scaricarlo non so.

Volete sapere che cos’ho comprato, nevvero? Nevvero? Dunque… Un paio di pantaloni neri dalla chiusura sofisticata ma tanto fashion (impiegherò tre ore per ogni pipì, ma tant’è), un paio di pantaloni di velluto marrone (già li avevo, ma tengono i buchi), una maglia coi gufetti (adorabili!), un completino viola tempestato di strass (da mettere sotto alla maglia viola di raso che ho nell’armadio, per le eccitanti notti mondane che esistono solo nella mia fantasia) e un paio di ballerine oro&argento (ché io guardo già all’estate). In realtà mi servivano scarpe ginniche, una gonna nera e una cintura tinta cuoio.

** La mia capacità di attrarre pervertiti mi stupisce ogni volta. Ne raccatto uno al giorno, ormai. Non riesco a discernere tra due opzioni, e mi domando se io sia incredibilmente figa o se abbia l’aria di una che provaci, dai, ci sto di sicuro, non vedi che sono disperata?.

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17 pensieri su “Di saldi, maniaci e pittura contemporanea

  1. Muxu, D. : )

    P.S. David über (quasi) alles!
    Riguardo Twin Peaks, non era una cosa proprio da bimbi.. io la vidi , ma tu eri più piccolina..
    Interessante questa cosa dei dipinti.

  2. Quanto mi ha fatto piangere quel tuo “per le notti mondane che esistono solo nella mia fantasia”!

    Il Dottor Guud, fan di Spigola Pesante

  3. io sono stata tra le fortunate ad averlo visto il serial…veramente d’autore! ricordo che non ressi però all’ultima puntata e passai l’intera serata fuori sul balcone, aspettando la fine per farmela raccontare da mia sorella…

  4. I corti di Lynch li ho visti anche io (purtroppo scaricati da internet..) e li trovo bellissimi.. in particolare mi ha sempre affascinato “Six figures gettin’ sick”
    Per Twin Peaks invece non sono andato oltre le prime tre-quattro puntate.. non mi ha preso 🙂

    F.

  5. Twin Peaks è stato epocale, ha segnato la mia stupida vita e ancora adesso, in gran segreto, rileggo il diario di Laura Palmer. E poi non potevo non rimanere influenzato da battute tipo “E riga dritto, altrimenti ti spedisco a spazzolare bidet in un convento bulgaro”:P

  6. Non può mancare in qualsiasi biblioteca che si rispetti, all’epoca uscì perfino allegato al Verbo (Sorrisi e Canzoni). L’autrice è quella furbacchiona della figlia di Lynch.

    Se poi uno vuole farla proprio sporca c’è anche L’autobiografia dell’agente speciale Dale Cooper 😛

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