The knife is on the table

The knife is on the table.

Prima che raggiungesse la maggiore età, Violetta riuscì a farsi spedire in vacanza studio con un gruppo di coetanei, destinazione Irlanda. Al momento della partenza, il clero organizzatore distribuì a ogni ragazzetto il profilo della famiglia che lo avrebbe ospitato: uno recitava “Mary e John sono sposati da trent’anni, hanno due figli ormai al college e sono appassionati di giardinaggio”; un altro diceva “Sarah ha sposato Sean cinque anni fa, hanno tre meravigliosi gemellini e un cane giocherellone”. Il profilo della famiglia a cui Violetta sarebbe stata destinata era invece così formulato: “Melanie ha un gatto”. Per tutta la durata del viaggio, Violetta fu derisa dalle amichette, convinte che il soggiorno irlandese sarebbe stato un flash-forward sulla vita della futura blogger, a loro parere destinata a divenire una zitellaccia gattomunita. Ma in Dublin’s fair city, where the girls are so pretty, Melanie si rivelò essere una piacente quarantenne dotata di gatto, di marito e di prole, oltre che di uno spiccato talento per la sintesi.

Tra qualche settimana Viola tornerà in vacanza studio. C’ha un’età, è vero, ma nessuno è riuscito a convincerla del fatto che sarebbe per lei più opportuno recarsi a Formentera o in Grecia o in un promiscuo villaggio turistico ubicato sulle coste nordafricane: le piacciono le città e i musei, e le serve un corso d’inglese. Questa volta, la meta dello scintillante soggiorno educativo è Londra, e il profilo della famiglia ospitante recita: “George è un pensionato a cui piace accogliere studenti stranieri”. Orbene: magari George è come Melanie, cioè un umano con una forte propensione per la brevitas, e dispone di una consorte deliziosa e una carovana di figli fantastici. Che il suo profilo paia quello di un adescatore seriale che sevizia e seppellisce in giardino gli studenti stranieri attirati nella sua detached house è solo una pregiudiziale impressione generata dall’imperante cultura allarmistica e maschilista secondo cui, coi tempi che corrono, una fanciullina non dovrebbe mai girare da sola.

In ogni modo, se proprio la famiglia di Viola dev’essere composta da un anziano non coniugato di nome George, la blogger spera che si tratti di uno di questi due (e che l’altro si rechi spesso a trovarlo):

 

Nell’immagine, i tranquilli pensionati londinesi Gilbert & George.

 

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10 pensieri su “The knife is on the table

  1. Parto il 17 agosto, e si sa che il 17, nella cultura anglosassone, porta buono. Accetto consigli su qualsiasi aspetto della vita londinese (tranne che sui negozi: mi han già spiegato tutto).

  2. Fai attenzione, non si sa mai cosa ti può saltar fuori,magari un vecchiaccio libidinoso..

    poteva andarti peggio, un trentenne aitante…impegnato con un altrettanto aitante ragazzo

    cosa avresti preferito?

  3. Ovviamente ho vagliato tutte le ipotesi. Al secondo posto della classifica, dopo l’opzione Gilbert & George, c’è quella in cui il pensionato è un aitante cinquantenne milionario che si innamora perdutamente di me e mi supplica di investire tutto il suo patrimonio in arte contemporanea, cointastandomi ogni pezzo (la storia si conclude con l’apertura della mia prima galleria nel centro di Londra e con la stampa britannica che mi incorona “Charles Saatchi in gonnella”).

  4. Allora ecco alcuni consigli da una 15enne amante di Londra..
    Se riesci vai allo ZOO per me è stupendo..
    E quando vai da Harrods (e ci vai vero!?! se no la persona che ti ha consigliato non è molto furba..)
    Mangia in quel delizioso bar con le fontane di CIOCCOLATA!!!
    Per ultimo, vai in uno Starbucks, ordina un frappuccino, armati di libro, rimedia una poltroncina, e comincia a rilassarti quello è il posto migliore.

    Ps e se ti capita prova ad ascoltare i mie amati McFLY nella loro terra natale…

  5. anche voglio andare in irlanda…se riesco…consigli?

    p.s. un’opera dell’artista che hai messo nell’immagine del post l’ho vista dal vero! però non erano i due pensionati… 🙂

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