Il diagramma di flusso di Masini

Era il 1996. Frequentavo il primo anno di un inquietante liceo femminile che, tra l’altro, aveva il potere di trasformare molte ragazze normali in squilibrate tanto stupide ed egocentriche da non farsi scrupolo di scrivere post così lunghi e arzigogolati da essere illeggibili – destino che, grazie al cielo, non mi è toccato in sorte.

Avevo 14 anni e tessere relazioni con l’altro sesso era pressoché impossibile. Potevo solo sognare. L’ispirazione ai miei sogni la trovavo davanti alla tv (dove, già alla sigla di Baywatch, producevo bava ed emanavo feromoni con la regolare intermittenza di un deodorante per ambiente) e nei negozi di dischi. Un giorno, un CD attirò la mia attenzione: in copertina, il pugno di un uomo con al polso una bandana; il pugno dell’uomo stringeva forte una rosa rossa. So che avete già capito di quale CD si tratta, sono certa sia stato importante anche per voi: era L’amore sia con te, il greatest hits di Marco Masini.

Fino a quel momento, con le cassette degli 883 avevo sognato storie nate nelle romantiche atmosfere di un discopub. Ma ormai ero cresciuta: Masini, col suo pugno con la bandana, spazzò via quelle fantasie infantili e mi mise di fronte alla realtà, ai problemi e alle dinamiche delle relazioni adulte. Scattò subito l’identificazione con la controparte femminile dei suoi pezzi. Come sarebbe stata la mia vita se avessi incontrato un tipo come Masini? Iniziai a pianificare tutto. E ora vi invito a seguirmi in questo flashback nella mia mente negli anni Novanta.

Allora. Ho 14 anni, sogno di incontrare Masini durante la mia gita scolastica a Firenze, la sua città. A volte, quando sono in vena di scene sdolcinate, sposto la location sul lungomare di Follonica, o di Cecina. Una volta incontrati, le ipotesi contemplate sono soltanto due: io gli piaccio ma lui non mi piace (perché scopro con orrore che è alto un metro e una hohaholahonlahannuccia, ad esempio) oppure io gli piaccio e lui mi piace.

Nel primo caso, gli piaccio e non mi piace, capisco subito che il Masini può non prenderla bene. Perché dalle sue canzoni lo immagino da sempre un po’ rancoroso, oltre che basso. Lui cerca subito di conquistarmi con liriche romanticissime, tipo quelle che aprono il suo CD: Quando tu tra mille anni non sarai più così bella – romanticissime ma rancorose, lo sentite come son pervase di bile? Poi, dopo i miei rifiuti, il Marco si dedica a un pressante stalking, mettendo le radici là sotto casa mia e, fin che c’è la mia luce, non se ne va via.

Da quella situazione difficile posso uscire solo friendzonandolo con mosse di precisione degne di un karateka e trasformando la sua ossessione per me in una cara amicizia. Il Marco, che mica è rancoroso, la prende benissimo: mi augura d’innamorarmi di un bastardo che mi dica bugie, mi faccia piangere mentre lavo i piatti e sparisca gettandomi nel panico al primo ritardo del ciclo. Godendo come un riccio delle mie sfighe ma ben calato nel ruolo dell’amicone, il Marco si propone poi come la spalla ove posso trovare sostegno una volta ingravidata: mi chiama Cenerentola Innamorata e si offre di accompagnarmi in ospedale per decidere il destino del frutto che porto in grembo e che, nel tipico rigurgito cattocomunista che caratterizza la poetica masiniana, si rivelerà essere un frutto che sceglierò di tenere e crescere e che mi escluderà per sempre dalla categoria delle donne trombabili – ché negli anni Novanta ancora le MILF non erano state categorizzate, e sapete come funziona: se non c’è una parola per descriverle, le cose non esistono. Figuratevi se possono essere scopate.

Non una prospettiva molto rosea, per una 14enne. Per rassicurarmi, riavvolgevo il nastro della mia fantasia. Torniamo nel flashback.

Dunque. Incontro Masini, gli piaccio e mi piace, ché ho solo 14 anni ma sono sveglia e ho già capito che devo far poco la schizzinosa con quelli alti un metro e una fava. Iniziamo a uscire insieme e posso scegliere la mia linea di condotta: se fare la ragazza poco seria (come la maggior parte delle contemporanee, quelle che ti toccano il sedere dandoti del tu) o la ragazza seria (tipologia di cui restano solo tre esemplari al mondo: due si fanno suore e io sono quella destinata al Masini). Ma tutto sommato non importa: seria o no, presto o tardi cedo e gli apro il mio cuore.

Io e il Masini ci mettiamo insieme. Ma siamo in un periodaccio, storicamente parlando: l’eroina è ovunque. Quindi, una volta fidanzatici, il nostro destino è chiaro: o si droga lui o mi drogo io. Nel primo caso, lo pianto perché io tutto sommato sono una ragazza seria, ma lui ormai s’è incapricciato, mi vuole fortissimamente ed esce di senno. È disperato. Mi si paventa davanti un Masini fuori di sé, con ancora l’ago conficcato nel braccio, che minaccia cose sconclusionate come innaffiare il muro con il suo veleno, azione che all’epoca mi sembrava drammaticamente intensa ma che, col senno di poi, credo sia riconducibile all’atto di pisciare contro i muri da strafatti.

Nel secondo caso, sono io, con le mie mani da violino, io, come una rosa da giardino, io a entrare nel tunnel della droga. E lui fa il figo, fa quello che cerca di salvarmi in un crescendo che culmina col verso Io non ti lascio in questo nostro Vietnam, anima mia, come la gente che lascia che sia. Tre strofe in cui sembra il Batman della Maremma, poi si tira indietro: oh, se tu volessi vivere io non ti lascerei, però, ecco, insomma, cazzi tuoi. E il domani diventa mai – per me, mica per lui, figlio di una buona donna.

Non era di nuovo una bella prospettiva per una fanciulla colla licenza media ancora fresca.

Ma avevo appunto 14 anni, ero piena di speranze. Mi piaceva pensare che io e il Marco potessimo metterci insieme ed essere così fortunati da non finire come Christiane F. nello zoo di Berlino. Ma, ehi: le mie fantasie si svolgevano comunque all’interno della splendida cornice del suo greatest hits! E se ci salviamo dalla droga (magari perché viviamo in una zona della toscana non raggiunta dallo spaccio, vai a sapere), davanti al nostro amore si aprono altre due ipotesi: che io sia vittima d’incesto o che io sia una prostituta.

Nel primo caso, dopo una vita trascorsa a subire abusi famigliari, vengo portata in salvo da uno che mi chiama Principessa e che all’apice del suo eroismo mi offre il caldo di una stanza e un piatto al giorno (ma solo uno) di sperata speranza – ve’ che fortuna.

Nel secondo caso, quello del meretricio, ci sono due sottocategorie. Nella prima sono una zoccola, ma solo in senso lato: quando il Marco mi dice che una casa e un lavoro non ce l’ha e mi incita ad adarmene con un altro che potrebbe mantenermi, cantandomi Vai con lui col quel suo stile rancoroso, io che stupida non sono (ma forse un po’ troia sì), mi rivesto e vado da quell’altro a chiedergli la carta di credito.

Nel secondo sottocaso, sono una prostituta in senso professionale, bella come un ramo di ciliegio. Una prostituta di cui il Marco s’è perdutamente innamorato, arrivando a supplicarmi di rinunciare alla carriera (per altro avviata ad alti livelli, visto che lo stesso Masini nota le tante Ferrari su cui poggio il culo). Rancoroso per il mio diniego, il Marco arriva a rivolgermisi in termini di Bella Stronza. La tensione qui sfocia in percosse, in un intervento della polizia e in minacce di strupro da parte sua, tutti atti che nelle canzoni restano buonisticamente in sospeso ma che, nella cornice di un disco di Masini, portano certamente a qualcosa che può compromettere per sempre il mio successo, come una malattia venerea caratterizzata da pustole putrescenti su ogni parte del mio corpo o una gravidanza plurigemellare portatrice di smagliature lunghe come la circonferenza terrestre che mi escluderebbe per sempre dalla categoria delle ragazze carine – figurarsi da quella delle escort di un certo livello.

Che poi, se ci pensate, quest’ultima conclusione è la stessa cui sarei arrivata se il Marco non mi fosse mai piaciuto. E allora te lo dico con la mia disperazione, caro mio peggior nemico travestito da santone: Masini, vaffanculo.

Il diagramma di flusso di Masini

Il diagramma di flusso di Masini

Stampe incorniciate delle infografiche si possono acquistare qui.

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