Viola Scintilla ha sempre desiderato un animaletto domestico ma ora che ne ha addirittura uno sciame, ditele: come si sterminano le tarme?

Lunghissima introduzione che i lettori più frettolosi possono tralasciare senza rimorso.

Viola Scintilla ha sempre desiderato prendersi cura di un animaletto domestico. Nel corso dell’infanzia ha avuto l’opportunità di veder crescere e morire soltanto una dozzina di pesciolini rossi che, a dirla tutta, non le hanno dato molte soddisfazioni affettive. Mentre sua cugina (quale cugina? Non Cugina Figa, Cugina Grassa. Per conoscere nel dettaglio le cugine di Viola Scintilla, clicca qui. Oppure qui) cresceva in un popolatissimo zoo domestico ove scorazzavano gatti, criceti e tartarughine, Famiglia Scintilla donava a Violetta soltanto oggetti inanimati.

Viola Scintilla ha sempre desiderato un micetto, per la precisione. E da quando vive sola, nelle notti fredde e tempestose, negli assolati pomeriggi domenicali e all’alba di talune mattine d’estate si è spesso ritrovata a sfogliare cataloghi online di felini: quelli tipo Meetic, ma con i gattini anziché gli umani. Viola Scintilla ha sempre immaginato di adottare un Gatto Ipotetico, ancora cucciolo, possibilmente maschietto, di stazza un po’ più grande rispetto alla media, superpeloso, cagacazzi, casinista, logorroico e leggermente soprappeso: cioè, l’esatta trasposizione felina del suo uomo ideale (ma castrato). Viola Scintilla ha sempre immaginato che lei e Gatto Ipotetico si sarebbero amati per sempre:

Viola Scintilla ha sempre desiderato un animaletto, ma è pur sempre una fanciulla dotata di uno spiccatissimo senso pratico e di vasta conoscenza delle cose del mondo: sebbene creda fermamente nel principio di autogestione dei felini secondo cui, se lasciati soli, i gatti imparano a gestire se stessi e quanto necessario alla loro sopravvivenza, Viola Scintilla sospetta che dopo alcune settimane di assenza dell’amatissima padroncina Gatto Ipotetico potrebbe avere problemi come: carenza d’affetto, scarsità di cibo, mancanza di acqua, prematura morte. Nel dubbio, Gatto Ipotetico è rimasto finora una mera fantasia.

Ma Viola Scintilla ha sempre desiderato un animaletto. Il Fato ha voluto che per un breve periodo la fanciulla abbia condiviso la propria esistenza con alcuni scarafaggi. Violetta ne scrisse sul suo blog di gioventù che, da allora, ancora sopravvive grazie ai navigatori che vi giungono cercando metodi per sterminare gli scarafaggi (Se vi interessasse il tema, sappiate che Viola Scintilla riuscì nell’impresa servendosi di alcune trappole acquistate al supermercato).

Qui, finalmente, si entra nel vivo della narrazione.

Dacché si è trasferita nella sua nuova maravigliosa magione, Viola Scintilla ha trovato altri cuccioli con cui condividere i propri spazi: le tarme. Orride creature dalle dimensioni simili a quelle delle mosche ma dalle ali polverose come quelle delle ben più graziose farfalle, ogni sera le Tarme di Viola Scintilla danno il bentornato alla padrona di casa alzandosi in sciami scomposti sulla sua testa, volteggiando attorno alle luci del suo lampadario, planando in modo sgraziato sulle sue pareti candide.

Viola Scintilla in un primo momento ha accettato di buon grado questa convivenza tra specie. In un secondo momento si è allarmata per il possibile appetito che le tarme avrebbero potuto sviluppare nei confronti dei suoi vestitini e si è rivolta a un’impresa specializzata per risolvere il problema: l’impresa ha miseramente fallito. Al termine dell’intervento le tarme hanno ripreso a svolazzare, ancor più orride e strafottenti.

Viola Scintilla ha visto progressivamente ridursi il proprio livello di sopportazione. Un giorno, trovandosi con il martello in mano al termine di un lavoretto, ha preso a massacrare le tarmacce ad una ad una: al suo fianco, a incitarla, un ologramma di Jack Torrance. In un altro pomeriggio di pura ossessione, nella percezione del mondo di Violetta le tarme si sono trasformate in gigantesche e minacciosissime creature volanti che puntavano senza pietà ai suoi capelli: Viola Scintilla altro non era che una novella Tippi Hedren (ma più alta, bruna e sguarnita di tailleur tinta pastello che, comunque, non le donerebbero).

In un crescendo di odio, Viola Scintilla si è poi privata del cibo, conservando quanto necessario alla propria sopravvivenza in frigorifero e cestinando quanto le tarme avrebbero potuto apprezzare e sfruttare per il proprio sostentamento. Ma le tarme continuavano ad esistere, a riprodursi, a svolazzare. Viola Scintilla si è quindi munita di uno spray letale che avrebbe dovuto spruzzare negli ambienti per un massimo di 5 secondi: lo ha spruzzato per ore, per alcuni giorni di fila, con una foga e una crudeltà cui nessun insetto avrebbe potuto sopravvivere. Credeva di avere al fin vinto la propria battaglia con le orride creature con cui non voleva più dividere il proprio appartamento ma una sera, rincasando, è stata nuovamente accolta da UNA TARMA.

La battaglia di Viola Scintilla continua. Si accettano suggerimenti, veleni mortali, pipistrelli e supervisioni di entomologi espertissimi (preferibilmente di stazza superiore alla media, pelosi, cagacazzi, casinisti, logorroici e leggermente soprappeso).

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Feng Shui? No no no. Arrediamo casa sulla base delle nostre paranoie.

Cari amici,
la prima notizia è che Viola Scintilla ha comprato casa: sarà felice e indebitata per il resto dei suoi giorni – ma che non si sappia in giro, preferisce essere considerata un buon partito. L’acquisto consiste in un bilocale dalle finiture di pregio locato a poche centinaia di metri dalle Mura Spagnole in una via in cui solo nome evoca scenari di povertà e disperazione. Esso è bellissimo e financo dotato di un delizioso balconcino di ringhiera ove la precedente proprietaria teneva un cane e ove la nuova inquilina amerebbe far crescere rigogliosa verzura, preferibilmente rampicante, sebbene la sua ultima esperienza di giardinaggio risalga a quella volta in cui uccise una piantina di basilico in sole 48 ore.

Ma non divaghiamo: la seconda notizia, cari amici, è che Viola Scintilla non crede al Feng Shui e che quindi non si è basata su questa antica arte geomantica taoista per arredare il suo appartamento (acquistato già arredato, ad essere sinceri). Il citerio è stato un altro: ancora non ha un nome ma è caratterizzato da sicura e inoppugnabile fondatezza scientifica. Consiste nell’allestire mobilia e complementi d’arredo al fine di ridurre del 99,9% le possibilità di delitti citazionisti all’interno di casa Scintilla. La giovane Violetta ha infatti trascorso buona parte dell’infazia e dell’adolescenza di fronte a schermi su cui scorrevano film di paura, categoria che spaziava dai gialli tedeschi passati dalla tv di Stato il sabato sera ai classici dell’horror trasmessi da Italia 1 nelle notti d’estate fino ai capolavori di Hitchcock visti e rivisti in vhs e dvd. Tra un film e l’altro, Viola Scintilla leggeva Stephen King. Inutile specificare quanto tale esperienza la abbia segnata.

La disciplina fondata da Viola Scintilla, saldamente ancorata all’interior design e purtuttavia basata principalmente sui tòpoi del terrore, si articola quindi di alcune nozioni fondamentali che verranno qui brevemente illustrate per consentire ai più sensibili e intelligenti di diventare seguaci del credo:

Lo spazio tra la finestra e la tenda deve sempre essere inferiore a quello necessario affinché un essere umano malintenzionato vi si possa nascondere senza essere subitaneamente individuato.

– Si ritiene prudente eliminare quante più scale possibili: niente piani superiori, niente soffitte, niente scantinati. Gli assassini adorano spingere le vittime giù dalle scale; in fondo alle scale male illuminate si annidano  spesso mostri; e le scale sono amate dalle bambine indemoniate ed esibizioniste che vomitano sangue o roba verde.

– É sconsigliato dipingere di bianco le porte, soprattutto quelle dei bagni: le porte bianche attirano spesso l’attenzione di psicopatici muniti di asce. E niente corridoi, per nessun motivo. I corridoi non servono.

– Occorre fissare con particolare cautela eventuali suppellettili che si scelga di affiggere sopra la testiera del letto. Se essi vibrano nel cuore della notte, Un due tre: Freddy sta arrivando da te.

– Chiudere sempre le finestre durante la notte. Se aperte, i vampiri le interpretano come un cortese invito ad entrare e a suggere sangue dal collo dei dormienti. Un condizionatore può ovviare a questo rischio tipicamente estivo.

– Niente ceppi di coltelli in bella vista. Niente forbici sullo scrittoio, soprattutto se siete sposate con un uomo meno abbiente di voi.

– Niente tv, niente videoregistratori nemmeno se vintage. I televisori sono molto pericolosi perché dai loro schermi possono fuoriuscire bambine morte che generalmente albergano nei pozzi. Se proprio dovete collocare una tv nella vostra abitazione, ponetela molto in alto (chessò, appesa a uno di quei bracci semovibili) in modo che le bambine morte che tentino di sgusciarne fuori facciano almeno un po’ di rumore quando cadono sul vostro pavimento.

– Niente angoli ciechi: meglio abbondare con gli specchi, tornano utili anche per individuare eventuali ospiti che non vi si riflettono e cui conviene senza indugio piantare nel cuore il paletto di frassino che siete soliti conservare nel cassetto delle posate.

– Niente vasca da bagno, troppo vapore rende gli specchi superfici ottimali su cui tracciare neri presagi e minacce. Niente doccia con la tenda. Ma, nell’impossibilità di tener fede a questi due dettami, la soluzione è una sola: vasca da bagno uso doccia con tenda trasparente affinché al docciante sia consentito scorgere la sagoma dell’eventuale omicida in avvicinamento.

Don’t answer the phone.

And, whatever you do, don’t fall asleep.